Grazie ad Eli sono incappato in William Ospina, saggista e poeta colombiano. In rete è disponibile una sua raccolta di poesie dal titolo attraente, ‘Con chi parla Virginia camminando sino all’acqua?’. Ho provato a tradurre una poesia della raccolta, questa.

Apollinaire canta una canzone di febbre

Lou passa in mezzo alla festa di proiettili di ottobre
Ed è solo una corazza di amore ciò che la copre. 
 
Non morirai, Lou mia, non terminerà la tua attesa 
Nel grembo rosso di questa rossa trincea. 
 
È solo la mia memoria quanto così ti invita 
A negare queste ombre con la tua risa e la tua vita. 
 
Quanto fa che nelle robuste barricate ti veda, 
Là dove l’insonne guerra lampeggia. 
 
Lou, gazzella. Lou, rosa. La notte d’oro va a iniziare. 
Lou, tormenta. Lou, spada. E voltando la testa
 
L’ombra disabitata 
Mi bacia mentre si fa carne. 
 
Perdona l’insensato che non sa tacere 
La sua atroce attrazione per la battaglia; 
 
Il suo sdegno per le ali; 
La sua ammirazione di nordico per la luce dei proiettili; 
 
E vieni così, intangible, serena, dolcemente, 
Prima che mi bacino le braci sulla fronte.

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