Se ne è andato Carlos Fuentes, scrittore messicano. Lo conoscevo poco, anche se da tempo, sulla scrivania di mia moglie, c’è una sua raccolta di saggi sulla letteratura latinoamericana. Aveva iniziato così un suo romanzo: “Il mio nome è Ixca Cienfuegos. Sono nato e vivo a México D.F. Questo non è grave. In Messico non esiste tragedia: tutto diventa affronto. Affronto, questo sangue che mi perfora come filo di agave americana. L‘affronto, mia paralisi di repressione che tutte le aurore tinge di coaguli. E mio eterno salto mortale sino al domani.”

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