Vedi un po’ – figlia lontana
che sono tempi e venti senza rispetto
e lasciano cadere bombe e bruciare
secolari anime e centrali elettriche –
che sono tempi pruriginosi
dove a scavare trovi l’osso spolpato
dall’ignominia – e calvari e crocifissioni
con alla destra un ladro piangente
ed a sinistra chi l’ha ucciso sorridendo.

Non ha icone questo lasciarsi andare
ad una deriva senza argini
all’etica botulinata ed alle cancellazioni
delle lezioni di storia e geografia dalle
scuole – mentre crollano case e idee
lasciate all’incuria dei prepotenti.

Vedi – figlia – che le spiaggie di questo
mare sono invase da uomini neri
che sono il nostro presente ed il futuro
ché tra venti trent’anni ci sarai tu
e ci saranno loro – a tenere in piedi
questo lebbrosario di sguardi impenitenti.

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