Io sono passato di lì, ieri, due volte, andando a mangiare un gelato, avanti e indietro, ma non ce l’ho fatta. Meglio, non ho sentito quella necessità, quella forza che mi aveva attirato altre volte. Così no, almeno questa volta non sono andato a votare alle primarie. Ci fossi andato avrei votato solo per il segretario regionale, e avrei votato Debora Serracchiani, che mi pare una a posto. Ma per il segretario nazionale avrei tanto voluto poter scegliere un Prodi quarantenne, uno che magari di politica mastica poco ma ti sa spiegare, sa spiegare agli italiani, che i veri drammi che stiamo vivendo oggi non sono le escort o i trans, ma la mancanza di lavoro e le gravi carenze nei settori della scuola, dell’università, della ricerca. E spiegare, soprattutto, come si fa ad uscirne. Uno che tra due o tre anni sarebbe stato candidato alla guida di un governo capace di rimettere in piedi questa Italia disastrata. Allora sì, avrei votato con piacere.

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