Mi hanno inviato una lettera chiedendomi se volevo aderire al Partito Democratico. Io ho votato alle primarie, quelle di Prodi, per capirci, e l’unica volta che ho avuto una tessera politica è stata quella dell’Ulivo del 1994, quello di Prodi, per capirci. Così quando ho ricevuto la lettera ci ho pensato un po’, e soprattutto mi sono fatto un bel giro sul web, soprattutto su quei siti che vogliono, o vorrebbero raccontare una nuova generazione che sta scalpitando, giustamente, perché avvenga un vero ricambio nella testa (e nel cuore) del partito. Serracchiani, Civati, anche Sofri (il giovane), anche Adinolfi, perché no. Qualcun altro. Poi è successo che venissero fuori le candidature di Marino e Rutigliano, oltre a quelle di Franceschini e Bersani, eccetera eccetera. Insomma, mi sono fatto un’idea, certo parziale, ma un’idea. Ed ho pensato: qui non si tratta di decidere chi sarà il segretario del PD, qui si tratta di pensare, costruire quello che sarà il candidato del centro-sinistra alla guida del prossimo governo. Qui si tratta di governare. E un’altra cosa: qui si tratta di UNIRE, di mettere assieme, attorno ad un programma di cinque, sei punti, il PD, la sinistra e l’Udc, o l’Italia dei valori, o di tutti e due assieme. Chi è in grado di fare tutto questo? E chi è in grado di farlo a partire da oggi, iniziando oggi a lavorare su programma e aggregazione. Non so, forse mi sbaglio. Non ho trovato risposta, per ora, o solo delle risposte confuse. Forse sono solo un nostalgico dell’Ulivo o forse dovrò aspettare un’altra generazione. Fatto sta che non mi sono iscritto, non per ora.

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