Nel 1990 il ministro colombiano della cultura ha istituito un sistema di biblioteche itineranti per portare i libri fino ai confini estremi del paese. Nonostante gli autobus-biblioteca siano presenti nei sobborghi intorno a Bogotà sin dal 1982, il governo ha ritenuto importante raggiungere anche gli abitanti delle regioni rurali più distanti. A questo fine sono state preparate delle grandi sacche verdi con tasche capaci, che si possono comodamente ripiegare, per trasportare i libri a dorso d’asino nella giungla e nella sierra.
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Una bibliotecaria mi ha detto che i libri sono sempre tenuti con grande cura. “Che io sappia, è capitato soltanto una volta che un libro non sia stato restituito”, mi spiegava. “Avevamo portato, insieme ai soliti manuali pratici, una traduzione spagnola dell’Iliade. Arrivato il momento di restituirla, gli abitanti del villaggio si rifiutarono di farlo. Decidemmo di donargliela, ma chiedemmo perché volessero tenere proprio quel libro. Ci dissero che la storia di Omero rifletteva la loro storia: narrava di un paese diviso dalla guerra, in cui divinità irascibili decidono il fato di uomini che non sanno mai il motivo preciso della battaglia né quando saranno uccisi.”

Alberto Manguel, “La biblioteca di notte”

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