L’altro giorno con G. si parlava, a Gorizia, di quanto quella città sia (o sembri) poco preparata al passo, all’entrata della Slovenia nell’area Schengen. E di quanto Gorizia, in generale, non viva un periodo florido, come incapace (l’avvento di una giunta di centro-destra non aiuta, ma) di prendere in mano un ruolo che dovrebbe essere di ponte, passaggio, scambio, incontro. Oggi leggo sull’Espresso questo articolo e trovo, a suo modo, conferme. E ripenso all’altra sera. Stavo aspettando un amico sloveno, al valico di S. Andrea. Ho parcheggiato la macchina accanto ad una fila di edifici nuovi (uno aveva una targa, era stato realizzato per il Giubileo del 2000, ricordate?). Tutti desolatamente vuoti.

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