Drago Jančar è passato di qui, ospite del progetto Koderjana. Per quattro settimane ha soggiornato a Topolò e dintorni, ne ha tratto, credo, qualche giovamento. Perlomeno ha conosciuto una realtà a lui, come alla grande maggioranza degli sloveni, in gran parte ignota. Prima di andarsene mi ha concesso un’intervista per il Novi Matajur (la presentazione la potete leggere sul sito del giornale). Dice Jančar, tra l’altro, a proposito della scena letteraria slovena: “La letteratura in Slovenia non è considerata abbastanza perch(e da sola non si considera abbastanza. Invece di felicitarsi con i nuovi libri e con il dibattito sull’estetica letteraria, come accadeva decenni fa, oggi abbiamo i clan, le lotte di prestigio per mantenere le posizioni nelle case editrici, nei giornali, nei teatri ed in televisione. Mai come ora la letteratura slovena è stata così finanziata e mai come ora c’è stata tanta inerzia per la vera questione letteraria.”

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