Non ho visto molte cose al Mittelfest ma una valeva proprio la pena. Ne ho scritto:
Non esiste posto al mondo dove la tragedia dei Balcani merita di essere raccontata, spiegata, come Cividale, sede del Mittelfest. Anzi, il festival potrebbe tranquillamente dedicare una sua edizione non solo a cosa è stata quell’enorme complicata vicenda che ha riguardato da vicino anche noi (più di quanto lo si voglia ammettere), ma alle conseguenze che essa ha prodotto nell’Europa attuale.
E’ quest’ultimo il tema di fondo di una strordinaria – l’ennesima – proposta del Mladinsko gledališče di Lubiana per il Mittelfest. Straordinaria per la capacità di toccare con linearità un nervo scoperto e per la sua originalità: l’impiego di materiale video, visibile su un grande schermo e su tre piccoli schermi televisivi posti ai lati del palcoscenico del Ristori, con una tecnica che permette di vedere le riprese dello spettacolo in diretta, ma con sfondi ed ambientazioni diversi dal reale.
La soluzione provoca un senso di straniamento – stiamo assistendo ad una rappresentazione teatrale o a un reality? – che non fa mettere però in secondo piano le storie che si intersecano sul palco, storie tristi di giovani scappati dal crudele destino della propria terra, sperando – in una Londra che potrebbe essere Roma o Milano – in una vita che vorrebbero migliore, ma che faticano a trovare.
I personaggi che ruotano attorno al Michi’s pub ci ricordano che i sogni non hanno una fissa dimora, che occorre lottare perché si avverino, e che non sempre la lotta è sufficiente. E che la condizione dell’immigrato è spesso quella di essere in un luogo non proprio, e mentalmente nel luogo di origine, allo stesso tempo. Una condizione non facile.
“Fragile!” del Mladinsko gledališče è basato su un testo di Tena Štivičić tradotto in teatro da Matjaž Pograjc. Hanno recitato Neda Bric, Sebastijan Cavazza, Janja Majzelj, Marko Mlačnik, Matej Recer, Katarina Stegnar e Marinka Štern.
(La foto è di Luca D’Agostino)

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