Ascoltare, seduti a terra o appoggiati al muro, le “sequenze” di Luciano Berio per oboe, clarinetto, trombone (mi sono perso quella per arpa). Salire in piazzetta, dove una ragazza giapponese distribuisce flauti magici, strumentini che sembrano giochi per bambini, e infatti dapprima vedi che i bambini li usano, ci suonano, fiuuuuuuuu, e poi anche i grandi, e così anche tu. Nel frattempo una pentola di frijoles, fagioli, bolle in pentola. A Topolò, ieri sera.

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