Pillole della Stazione. Vissuta a bocconi, a morsi, a ondate. Sabato la presentazione di “111 ur / 111 ore”, il primo libro (di poesie) scritto a Topolò, per Topolò. L’autore è Iztok Osojnik, poeta, saggista, traduttore sloveno. Ora sta da qualche parte, in Slovenia, dirigendo un laboratorio di traduzione poetica. In una della sue poesie ha scritto qualcosa tipo “cosa penserà la gente di qui, e cosa penserà il traduttore in italiano di questi versi incomprensibili?”. In serata un documentario sulla lotta armata dei curdi. Ieri mattina un salto per la straordinaria maratona al pianoforte con musiche di Erik Satie, un’idea del teatro Miela perfettamente in sintonia con la Stazione. In serata ritorno a Topolò, con la piccola che tiene duro fino alle undici, guardando alcuni cortometraggi sloveni. Le è piaciuto “quello del mare”, ha detto.

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