Duemilasettecentosettantaquattro chilometri, l’Italia dall’alto in basso, l’Umbria, la Calabria soprattutto, poi risalendo la Toscana. In mezzo, una strada sbagliata che porta dalle parti di Scafati, entroterra napoletano, un altro mondo. Ci siamo riempiti i polmoni della bellezza calabrese, di un mare con alte onde, dal Tirreno allo Ionio, della gente, di sole e colline. A Diamante, ancora paese, l’odore del mare e il sapore del peperoncino. Un’Italia così la si può vedere solo ad una certa velocità, cioé lentamente, gustandosela passo dopo passo. Solo così, dimenticando tutto il resto, la si può amare.

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