Della Memoria

A me il Giornale non sta simpatico a priori, oggi meno che meno. Certo, se uno legge solo il titolo principale, senza capire il contesto, come minimo salta sulla sedia. Ma anche leggendo il contesto, non posso non pensare che sì, i tedeschi hanno avuto Hitler e lo sterminio di una razza, ma noi abbiamo avuto chi ha appoggiato Hitler e lo sterminio di una razza. Strano, davvero strano dimenticarlo, e proprio nella Giornata della Memoria.

Di un premier tecnico per la Slovenia

La Slovenia come l’Italia? Per uscire dalla sacche della crisi post-elezioni (il candidato con maggiori voti Zoran Janković, ricevuto l’incarico dal presidente della Repubblica Türk, non è riuscito ad avere la fiducia del Parlamento di Lubiana) ci si affida ora ad un tecnico, fino a qualche anno fa alla guida della Nova Ljubljanska Banka. Insomma, un banchiere. Si chiama Marko Voljč e l’apparire del suo nome ha preso in contropiede un po’ tutti, compresi la miriade di piccoli e grandi partiti sloveni. Lui dal Belgio (dove dirige un’altra banca) ha fatto sapere che in caso di chiamata (che potrebbe avvenire già stasera) sarebbe disponibile a provarci. Non dovesse farcela sarebbero più che probabili nuove elezioni.

Update del giorno dopo: cambia completamente lo scenario, i partiti bloccano la possibilità di un premier tecnico, torna in auge Janez Janša, centro-destra, già primo ministro.

Dei minuti ripetuti

Desconocer el tiempo,
desbaratar el cuentagotas de la edad
y rasgar el sudario
de los minutos repetidos como abejas.
(…)

Ignorare il tempo,
scompigliare il contagocce dell’età
e strappare il sudario
dei minuti ripetuti come api.
(…)

Roberto Juarroz, Poesía vertical

Di Cappello e del vitalizio Bacchelli

Non posso che essere favorevole all’iniziativa (bipartisan, si dice così) del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che ha chiesto venga assegnato al poeta Pierluigi Cappello il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. Non entro nel merito sulle necessità di Cappello, delle quali non so nulla, e nemmeno sul suo valore come poeta, del quale tanti hanno già scritto altrove, ad esempio qui, belle parole, ed io mi associo ad esse. Basterebbe ancora solo rileggersi questa intervista, per farsi un’idea. E tuttavia. Perché mi rimane un certo sapore in bocca, al pensiero? Non c’entra Cappello. È che mi viene da domandarmi: ma siamo arrivati a questo punto, che poeti, scrittori, intellettuali, ma anche attori e sportivi, devono in qualche modo ‘elemosinare’ allo Stato ciò che serve loro per poter sopravvivere? Sì, siamo da tempo a questo punto, ed è un segno, pessimo, di ciò che viviamo, di ciò che siamo. Niente di nuovo, niente di che. Lunga vita a Cappello.

Di Zoran Jankovič, che non sa perdere

Ieri gli sloveni sono andati alle urne per le elezioni (anticipate) parlamentari. Giorni fa leggevo leggevo i sondaggi e pareva ormai tutto deciso, il centro-destra di Janez Janša al comando, e lui già con la torta pronta. Il responso invece è stato diverso. Anche se di poco, il primo partito è stato quello costituito appena qualche settimana da Zoran Jankovič, sindaco di Lubiana. Che sarà il nuovo premier. Non hanno pesato, quindi, più di tanto gli scandali che riguardavano i rapporti tra l’amministrazione comunale di Lubiana ed il figlio di Jankovič, non proprio “limpidi”. Chi è Jankovič? Classe 1953, imprenditore con il pallino degli affari, nel 1997 viene nominato direttore della catena di supermercati Mercator, ottenendo ottimi risultati. Nel 2006 si candida come indipendente alla carica di sindaco di Lubiana, viene eletto con il 63% dei voti (dopo quattro anni farà il bis). La capitale ottiene un nuovo stadio, il centro storico, chiuso al traffico, acquista un nuovo volto, gli avversari lo accusano invece di avere il pugno troppo duro e poca propensione ai compromessi.
Lui si definisce vicino al centro-sinistra, e quando cade il governo di sinistra (con premier Boris Pahor) e quella parte politica accusa il colpo, trova lo spiraglio giusto: anche grazie all’appoggio dell’ex presidente della Repubblica, Milan Kučan, tenta la via della politica nazionale fondando un nuovo partito, Pozitivna Slovenija. E oggi, ancora una volta, ha vinto.

PS. La foto gliel’ho fatta a Lubiana mentre, era il 2006, stava festeggiando la sua prima elezione a sindaco di Lubiana.

Di This must be the place

Ci sono film e film. Ci sono film che esci dal cinema o spegni la tv e non ti ricordi neanche un loro fotogramma. Ci sono film che ti restano lì, nella memoria, e per quanto ti sforzi non riesci a mandarli via. Due o tre nella vita, credo. Ci sono poi film che ti rimangono lì per un bel po’ ma è perché senti che volevano dirti qualcosa e non te l’hanno detto fino in fondo, o tu non l’hai capito. This must be the place è per me uno di questi. È vero che il film senza Sean Penn sarebbe tutta un’altra cosa, o non sarebbe proprio, ma la storia ti racconta alcune cose che avevi proprio bisogno di sentire, anche se ci metti un po’ a comprenderle. E poi c’è quella battuta, strepitosa, sulla quale ho riso per giorni, quando Cheyenne dice alla moglie, prima di partire per il suo viaggio: “Vacci piano con il tai chi”.

Di Loro tornano la sera a Gorizia

Domenica a Gorizia, assieme alla poetessa Stanka Hrastelj presento all’interno della ‘Festa della cultura’ l’antologia di poesia slovena Loro tornano la sera. Il programma intero qui, noi siamo a partire dalle 16.15 nella sala Carlo X del Grand hotel Entourage, in piazza S. Antonio.

Di Silvio, che si è salvato

Notizia battuta oggi dall’Ansa: «’Silvio’, il colibrì nato in cattività nella serra di Miramare (Trieste), si è salvato dal rogo che stamani ha causato la morte di cinque volatili. Silvio era stato chiamato così per l’interessamento del premier alla colonia triestina, intervento sollicitato, tra gli altri, da Vittorio Sgarbi che si era battuto per mantenere in vita la struttura. È ancora in ossigenoterapia ma si salverà, hanno detto a Miramare.»

Di Tone Pavček

È morto venerdì scorso Tone Pavček, classe 1928, poeta, saggista e traduttore sloveno. Qualche settimana fa mi avevano chiesto, da Lubiana, di tradurre in italiano una sua poesia. La trascrivo qui, in memoriam.

I libri del mondo nel fiorire uniti

Come l’eterna voluttà fa l’uomo appagato,
così è nel contatto eterno con la lettura:
di età in età l’illustre scrittore
l’immortalità con i lettori dei suoi libri cattura.

Perciò come una fanciulla con il libro in fiore
ogni lettore cresce verso il sole, sino al firmamento
e per questi gesti ha simile gioia,
sa così che il mondo nei libri trova ravvedimento.

Il sole in ogni libro risplende,
mille soli sono mille libri.
Con il libro ti muovi tra i pianeti,
solo sei luce e solo vibri.

Quando l’uomo con i libri parla
conosce il grido di giubilo, il gemito sofferente
e più vicina sente l’alba di altra terra
ed il fratello coetaneo d’ogni continente.

Il libro che fiorisce tutta la regione invita
al racconto, alla nuova trama, all’epopea, alla poesia,
perché si dimentichi il litigio, il dissidio, la lotta,
perché il mondo dei popoli sacro e bello sia.

Il sole in ogni libro risplende,
mille soli sono mille libri.
Con il libro ti muovi tra i pianeti,
solo sei luce e solo vibri.

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